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eWaste, nuove tecnologie per il recupero della plastica

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La plastica contenuta nei rifiuti elettronici di piccole dimensioni, come phon, frullatori, telecomandi e mouse, può dare un importante contributo all’economia circolare: è possibile aumentarne le quantità inviate a riciclo e migliorarne la qualità.

Sono questi i principali risultati cui è approdato il progetto sviluppato dal consorzio Ecolight, dal dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale dell’Università di Brescia e da Stena Recycling, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente. Nei due anni di ricerca sono state prese in considerazione le plastiche contenute nei piccoli elettrodomestici e nell’elettronica di consumo. Si tratta di una frazione caratterizzata essenzialmente da due elementi: la molteplicità di polimeri utilizzati e la presenza di plastiche con ritardanti di fiamma bromurati. A differenza delle altre, queste ultime non possono essere avviate a recupero di materia: il loro destino è l’incenerimento.

Partendo da questo quadro, l’obiettivo è quello di individuare nuove tecnologie che potessero migliorare i processi di separazione, consentendo così di potenziare l’apporto del trattamento dei rifiuti elettronici, e di tutta la filiera Raee, all’economia circolare. L’intero progetto ha permesso di migliorare i processi di trattamento e selezione delle plastiche contenute nei piccoli Raee (R4) sotto i profili quantitativi e qualitativi. Grazie alle nuove soluzioni adottate, è infatti aumentata la frazione di plastica leggera che può essere destinata a recupero di materia. Questa plastica, opportunamente lavorata, per le caratteristiche riscontrate potrà essere impiegata per la costruzione di alcune parti di apparecchiature elettriche, ma anche nella fabbricazione di panchine, appendiabiti e vasi.

A questo aumento è corrisposta anche una speculare diminuzione della plastica pesante, non riciclabile e destinata a distruzione termica. Sotto il profilo della qualità dei materiali ottenuti, significativo è stato il calo (-10%) degli scarti nelle due frazioni che vengono inviate a recupero, ovvero la plastica leggera e i metalli.

Questo significa una potenziale miglior collocabilità del prodotto sul mercato dei materiali recuperati.(Adnkronos)