Nell’arrêté ministeriel pubblicato il 7 settembre 2025 nel Journal Officiel, equivalente della Gazzetta Ufficiale, il governo francese ha pubblicato un testo che fa un passo ulteriore per la transizione ecologica: il decreto stabilisce le modulazioni applicabili ai contributi finanziari versati dai produttori quando incorporano materie plastiche riciclate. Questo provvedimento rappresenta un tassello chiave nella strategia nazionale per promuovere l’economia circolare, incentivando le aziende a utilizzare plastica riciclata nei propri prodotti.
Il contesto normativo
La Francia, in linea con gli obiettivi europei di riduzione dei rifiuti e di promozione del riciclo, ha adottato negli ultimi anni una serie di misure volte a limitare l’uso di plastica vergine e a favorire l’impiego di materiali riciclati. L’arrêté del 5 settembre 2025 si inserisce in questo quadro, introducendo un meccanismo di modulazione delle contribuzioni finanziarie versate dai produttori a seconda della quantità di plastica riciclata incorporata nei loro prodotti. Tale decreto modifica i regolamenti delle filiere a Responsabilità Estesa del Produttore.
L’obiettivo è chiaro: rendere economicamente vantaggioso per le aziende l’utilizzo di plastica riciclata, accelerando così la transizione verso un modello produttivo più sostenibile e riducendo la dipendenza dalle materie prime vergini.
Come funziona il nuovo meccanismo
Il decreto introduce un sistema che premia i produttori che incorporano plastica riciclata nei loro prodotti. In pratica, gli eco-organismi – enti incaricati della gestione dei rifiuti – verseranno una somma ai produttori per ogni tonnellata di plastica riciclata utilizzata. Questo meccanismo non solo riduce i costi per le imprese, ma contribuisce anche a creare un mercato più stabile e redditizio per i materiali riciclati, favorendo la domanda e l’offerta di plastica seconda vita.
Un principio di “prossimità” che mira a sostenere la filiera locale del riciclo e a ridurre l’impronta carbonica legata al trasporto dei materiali è stato introdotto e stabilisce che la materia riciclata provenga:
- da processi di raccolta, selezione e riciclo realizzati in prossimità geografica (entro un raggio di 1.500 km dal baricentro del territorio francese).
- dall’interno dell’Unione Europea o in Paesi con standard ambientali equivalenti.
La modulazione delle contribuzioni finanziarie avviene in base alla quantità di plastica riciclata incorporata per tipo di resina. Il premio è calcolato in modo da incentivare l’uso di materiali riciclati oltre i livelli minimi già previsti dalla normativa, evitando così di sovvenzionare pratiche già obbligatorie ed è presentato così nell’articolo 3 del decreto:
- 450 € a tonnellata per la plastica riciclata proveniente dal riciclato di rifiuti di prodotti da un’altra filiera REP
- 550 € a tonnellata nel caso di riciclato proveniente dalla stessa filiera REP
- 1 000 € a tonnellata per la plastica che, nello stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecniche, è considerata come «difficile da riciclare” in imballaggi alimentari o sensibili al contatto.
Le filiere coinvolte
Il provvedimento interessa otto filiere principali:
- Imballaggi domestici
- Contenuti e contenitori di prodotti chimici che possono presentare un rischio significativo per l’ambiente
- Arredi
- Apparecchiature elettriche ed elettroniche
- Articoli sportivi e per il tempo libero
- Articoli di per il fai-da-te e il giardinaggio
- Giocattoli
- Imballaggi in carta e cartone
I vantaggi per le imprese e l’ambiente
L’introduzione di questo sistema di premi offre numerosi vantaggi:
- Riduzione dei costi: le aziende che utilizzano plastica riciclata possono beneficiare di una riduzione delle contribuzioni ambientali, migliorando la propria competitività.
- Incentivo all’innovazione: il decreto spinge le imprese a investire in ricerca e sviluppo per trovare soluzioni sempre più efficienti nell’uso di materiali riciclati.
- Sostenibilità ambientale: aumentare la domanda di plastica riciclata significa ridurre la quantità di rifiuti destinati alla discarica o all’incenerimento, con un impatto positivo sull’ambiente e sulla salute pubblica.
- Creazione di posti di lavoro: lo sviluppo della filiera del riciclo locale può generare nuove opportunità occupazionali, soprattutto nei settori della raccolta, selezione e trasformazione dei materiali.
Inoltre, il decreto anticipa gli obiettivi del Regolamento UE 2025/40, che prevedono l’obbligo di incorporare una percentuale minima di plastica riciclata in diversi prodotti entro il 2030, che aumenterà progressivamente fino al 2040. La Francia, con questo provvedimento, si pone all’avanguardia, offrendo alle proprie imprese un vantaggio competitivo nel mercato comunitario.
Le sfide da affrontare
Nonostante i numerosi benefici, l’attuazione del decreto presenta alcune sfide. Innanzitutto, è necessario garantire la tracciabilità e la qualità della plastica riciclata, per assicurare che i materiali utilizzati rispondano agli standard di sicurezza e prestazione richiesti. Inoltre, le aziende dovranno adattare i propri processi produttivi per integrare quantità sempre maggiori di materiali riciclati, il che potrebbe richiedere investimenti iniziali significativi.
Un altro aspetto critico riguarda la disponibilità di plastica riciclata di alta qualità. Per rispondere alla domanda crescente, sarà fondamentale potenziare i sistemi di raccolta differenziata e migliorare le tecnologie di riciclo, in modo da ottenere materiali con caratteristiche paragonabili a quelle della plastica vergine.
Fonti:
- Per consultare il testo di legge francese: Légifrance – Publications officielles – Journal officiel – JORF n° 0208 du 07/09/2025
- Per consultare il Regolamento UE 2025/40: Regolamento (UE) 2025/40 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2024, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che modifica il regolamento (UE) 2019/1020 e la direttiva (UE) 2019/904 e che abroga la direttiva 94/62/CE (Testo rilevante ai fini del SEE)
