Il decimo Rapporto ASviS sull’attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è stato presentato il 22 ottobre 2025 a Roma. Frutto del contributo di centinaia di esperte ed esperti delle oltre 330 organizzazioni aderenti all’Alleanza, il Rapporto offre un quadro analitico e documentato dello stato di avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) in Italia, in Europa e nel mondo. I dati emersi confermano una situazione di generale rallentamento, se non di arretramento, su molti fronti, con implicazioni significative per il futuro del paese e per la coesione sociale ed ambientale.
Un contesto globale e nazionale in difficoltà
A livello globale, solo il 18% dei target dell’Agenda 2030 risulta raggiungibile entro la scadenza prevista. L’Europa, tradizionalmente all’avanguardia in materia di sostenibilità, registra regressi su disuguaglianze, tutela degli ecosistemi e cooperazione internazionale. L’Italia, in particolare, mostra un peggioramento in 6 dei 17 Obiettivi, con criticità evidenti in ambiti cruciali come la lotta alla povertà, la gestione delle risorse idriche, la riduzione delle disuguaglianze, la protezione della biodiversità, la promozione di istituzioni solide e la cooperazione internazionale.
Il Rapporto evidenzia come, rispetto al 2010, l’Italia sia stagnante su 4 Obiettivi e abbia compiuto progressi limitati in altri 6, con un miglioramento significativo solo nel campo dell’economia circolare. Dei 38 target specifici analizzati, appena undici (29%) risultano raggiungibili entro il 2030, mentre ventidue (58%) non verranno centrati. Questo scenario conferma la necessità di un cambio di passo nelle politiche pubbliche e di una maggiore coerenza tra impegni internazionali e azioni concrete.
Le cause del ritardo e le responsabilità istituzionali
Le ragioni di questo arretramento sono multiple e interconnesse. A livello internazionale, l’instabilità geopolitica, i conflitti armati (59 in corso, il numero più alto dal secondo dopoguerra) e la crescita delle spese militari (2.700 miliardi di dollari nel 2025) sottraggono risorse preziose allo sviluppo sostenibile. Il numero di sfollati forzati ha superato i 123 milioni, con un raddoppio in dieci anni a causa di guerre e cambiamenti climatici. Parallelamente, i fondi destinati al sistema delle Nazioni Unite sono diminuiti del 30% in due anni, riducendo la capacità di intervento in favore delle popolazioni più vulnerabili.
In questo contesto, l’Italia si trova a dover affrontare sfide strutturali che richiedono una risposta coordinata e lungimirante. Il Rapporto ASviS sottolinea come la mancanza di una strategia post-PNRR e la carenza di politiche integrate rischino di lasciare il paese in una condizione di fragilità economica, sociale e ambientale. Nonostante gli impegni assunti con il “Patto sul Futuro” dell’ONU (2024) e l’“Impegno di Siviglia” per la finanza allo sviluppo (2025), l’attuazione dell’Agenda 2030 non appare ancora centrale nel disegno delle politiche pubbliche nazionali.
Le proposte per un’inversione di tendenza
Per avviare una reale inversione di tendenza, l’ASviS suggerisce di azionare 5 leve trasformative (governance, capitale umano, finanza, cultura e partnership) e di agire su 6 ambiti strategici:
- Salute e istruzione: potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale e promozione di un’educazione inclusiva, per garantire competenze diffuse e accesso equo ai servizi;
- Economia sostenibile e inclusiva: creazione di lavoro dignitoso e riduzione delle disuguaglianze, con particolare attenzione a quelle di genere;
- Sistemi alimentari e agricoltura: sviluppo di filiere resilienti e pratiche agricole sostenibili, valorizzando il ruolo di giovani e donne;
- Decarbonizzazione ed energia: transizione verso fonti rinnovabili e efficienza energetica, per assicurare un accesso universale all’energia pulita;
- Città e adattamento climatico: rigenerazione urbana, pianificazione sostenibile e misure di adattamento ai cambiamenti climatici;
- Tutela dei beni comuni ambientali: attuazione degli articoli 9 e 41 della Costituzione, come riformati nel 2022 su proposta dell’ASviS, anche attraverso l’approvazione di una legge sul clima.
La necessità di un impegno immediato e collettivo
Il Rapporto ASviS 2025 non offre solo una fotografia critica della situazione attuale, ma indica anche le strade percorribili per invertire la tendenza. Tra le misure chiave, il Rapporto evidenzia l’urgenza di introdurre la Valutazione d’Impatto Generazionale (VIG), strumento già proposto dall’ASviS e attualmente in discussione parlamentare, finalizzato a valutare gli effetti di lungo termine delle politiche pubbliche sulle giovani generazioni. I quattro capitoli del Rapporto approfondiscono le cause dei ritardi accumulati e le politiche adottate nell’ultimo anno, sottolineando la necessità di una governance anticipante in grado di prevedere i rischi e orientare le scelte pubbliche nel medio-lungo periodo, in linea con gli impegni assunti dall’Italia nel settembre 2024 con il “Patto sul Futuro” delle Nazioni Unite. In questo contesto, l’ASviS ha avviato il progetto Ecosistema Futuro, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del paese di anticipare le sfide e costruire un futuro più resiliente e inclusivo.
L’Italia ha ancora la possibilità di allineare le proprie politiche agli impegni internazionali, a condizione che si agisca con determinazione, coerenza e una visione di medio-lungo periodo. In questo quadro, Fondazione Operate ribadisce il proprio impegno a supporto di un modello di sviluppo che metta al centro le persone, l’ambiente e la giustizia sociale, invitando tutti i soci e i partner a contribuire attivamente a questo percorso di cambiamento.
Fonte
Per scaricare il Rapporto completo: Report_ASviS_2025_final.pdf
