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Stati Generali della Green Economy 2025

Gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, hanno presentato la Relazione sullo Stato della Green Economy 2025 in Italia. Il documento traccia un bilancio articolato, evidenziando sia i risultati raggiunti sia le sfide ancora aperte per il paese.

Economia circolare: l’Italia mantiene il primato, ma emergono segnali di crisi

L’Italia si conferma leader in Europa per economia circolare: la produttività delle risorse è cresciuta del 32% dal 2020 al 2024, il tasso di utilizzo circolare dei materiali ha raggiunto il 20,8% e il riciclo dei rifiuti sfiora l’86%. Tuttavia, il mercato delle materie prime seconde, in particolare quello della plastica riciclata, attraversa una fase di crisi che rischia di compromettere gli sbocchi della raccolta differenziata.

Emissioni e clima: obiettivi ancora lontani

Dal 1990 al 2024, l’Italia ha ridotto le emissioni di gas serra del 28%, ma nel solo 2024 il calo è stato di appena il 2% rispetto all’anno precedente, un quarto della diminuzione registrata nel 2023. Per raggiungere l’obiettivo europeo del -43% al 2030, nei prossimi sei anni sarà necessario tagliare le emissioni di un ulteriore 15%. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia, con oltre 3.600 eventi climatici estremi, quattro volte quelli del 2018. La crisi climatica, quindi, non è più un rischio futuro, ma una realtà con cui fare i conti quotidianamente.

Energia: rinnovabili in crescita, ma dipendenza e consumi restano critici

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto il 49% del totale nazionale, un dato in linea con gli obiettivi del PNIEC (70% al 2030). Tuttavia, i consumi finali di energia sono aumentati dell’1,5% nel 2024, trainati da edifici e trasporti, settori “hard to abate” per la transizione. Inoltre, l’Italia rimane tra i paesi europei con la maggiore dipendenza energetica dall’estero. Il primo semestre del 2025 ha registrato un rallentamento del 17% nelle nuove installazioni di eolico e fotovoltaico, probabilmente a causa della fine del superbonus 110% e di ostacoli normativi regionali.

Mobilità: auto elettriche in ritardo, parco circolante tra i più vecchi d’Europa

L’Italia detiene il record europeo di 701 auto ogni 1.000 abitanti, ma la produzione automobilistica nazionale è ai minimi storici (310.000 unità nel 2024) e la quota di auto elettriche è scesa dal 8,6% al 7,6%, un terzo della media UE (22,7%). Il parco circolante invecchia (età media 12,8 anni) e resta fortemente dipendente da benzina e diesel (82,5%).

Consumo di suolo: un fenomeno ancora non arginato

Tra il 2022 e il 2023, l’Italia ha perso altri 64,4 km² di suolo, con una media di 17,6 ettari consumati ogni giorno. L’impermeabilizzazione del territorio aumenta il rischio idrogeologico e riduce la capacità di assorbimento delle piogge, aggravando gli effetti degli eventi estremi. Napoli e Milano sono le città metropolitane con la maggiore percentuale di suolo impermeabilizzato (rispettivamente 34,7% e 31,8%).

Le città italiane in prima linea per la transizione ecologica

Nonostante le criticità, le città italiane mostrano una notevole vivacità nella transizione ecologica. Grazie ai fondi del PNRR, molte amministrazioni hanno avviato progetti di adattamento climatico, potenziamento del trasporto pubblico, realizzazione di piste ciclabili e valorizzazione del verde urbano. Tuttavia, dal 2026, con la fine dei finanziamenti PNRR, sarà necessario individuare nuove forme di sostegno per garantire la continuità di queste iniziative.

Agricoltura: il biologico cresce, ma i danni da eventi estremi sono considerevoli

L’agricoltura biologica italiana ha registrato un +2,4% nel 2024, con oltre 2,5 milioni di ettari certificati o in conversione. Tuttavia, tra il 1980 e il 2023, i danni all’agricoltura causati da eventi atmosferici estremi hanno superato i 135 miliardi di euro, il dato più alto in Europa. La Sicilia, la Puglia e la Toscana guidano la classifica delle regioni con la maggiore superficie biologica.

Conclusioni: la transizione è un’opportunità, non solo un obbligo

Come sottolineato da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, e dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin, la transizione verso un’economia decarbonizzata, circolare e attenta al capitale naturale non è solo una necessità ambientale, ma anche un’opportunità di crescita economica e sociale. L’Italia, con le sue leadership in settori chiave come l’economia circolare, ha le carte in regola per guidare l’Europa verso un futuro sostenibile, a patto di accelerare gli investimenti in innovazione, efficienza e sicurezza energetica.

Fonte: 

Per scaricare la Relazione sullo stato della Green Economy 2025 e la presentazione della Relazione: https://www.statigenerali.org/documenti/documenti-2025/ 

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