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Relazione annuale ARERA

La presentazione al Parlamento e al Governo della Relazione annuale 2025 è la prima del nuovo Collegio di ARERA insediatosi il 1° gennaio 2026 e composto dal Presidente Nicola Dell’Acqua e dai componenti Alessandro Bratti, Lorena De Marco, Livio de Santoli e Francesca Salvemini.

Con la presentazione del Collegio ARERA al Parlamento e al Governo della Relazione annuale 2025 sono stati pubblicati sul sito www.arera.it i due volumi della Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta nel 2025 dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Operatori del settore

Per quanto riguarda il settore Rifiuti, emerge che gli operatori sono in calo: ad aprile 2026 risultano iscritti all’Anagrafica Operatori dell’Autorità 8.152 soggetti (erano 8.386 nel 2025). A conferma di un processo di organizzazione territoriale del servizio ancora incompleto, i soggetti iscritti come Enti territorialmente competenti permangono in numero elevato (pari a 2.698), sebbene in calo del 19% rispetto all’anno precedente.

Trend di crescita della raccolta differenziata

Nel 2024 la produzione nazionale dei rifiuti urbani è stata pari a circa 30 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% rispetto al dato 2023. Si conferma il trend di crescita della raccolta differenziata, che aumenta più di un punto percentuale rispetto al 2023, passando dal 66,6% al 67,7% (in termini quantitativi oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti differenziati). A livello territoriale, le regioni del Nord-Est e del Nord-Ovest mantengono alti livelli di raccolta differenziata, pari rispettivamente al 77,8% (+1%) e al 71,3% (+0,7%), mentre il Centro si attesta al 63,2% (+0,9%), il Sud al 59,9% (+1,7%) e le Isole al 60,8% con un lieve incremento rispetto allo scorso anno (+0,3%).

Regolazione tariffaria

Per quanto riguarda le predisposizioni tariffarie relative all’aggiornamento biennale 2024-2025, si registra un positivo incremento del numero di soggetti adempienti alla regolazione tariffaria: rispetto alle 5.332 proposte tariffarie rilevate nel 2024, risultano trasmesse 5.699 – di cui 5.672 comunali e 27 pluricomunali – relative a 6.125 Comuni (il 78% dei Comuni italiani), per un totale di quasi 51 milioni di abitanti serviti pari all’86% della popolazione nazionale. Dall’analisi dei Piani economico-finanziari a disposizione dell’Autorità, con particolare riferimento all’annualità 2024, si osserva un limite di crescita medio delle tariffe determinato dagli ETC pari al 5,3%, mentre la variazione effettiva delle entrate tariffarie risulta più contenuta e pari al 3,3%, entrambi i valori risultano in riduzione rispetto a quelli registrati nel 2024 (rispettivamente 6,3% e 5,4%). Gli aumenti regi strati derivano dalla forte spinta inflazionistica verificatasi nel corso del 2022 e proseguita nel 2023, che in termini tariffari ha esplicato i propri effetti nel biennio 2024-2025, in base alle disposizioni contenute nel MTR-2 per il riconoscimento dei costi ai fini della determinazione delle entrate tariffarie. La spesa media annua TARI stimata per un’utenza domestica tipo (composta da tre componenti il nucleo famigliare in un’abitazione di superficie 100 mq), risulta pari, nel 2023, a 311 euro a livello nazionale, evidenziando significative differenze tra le varie aree geografiche.

Fonte: https://www.arera.it/chi-siamo/relazione-annuale/relazione-annuale-2026

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