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Mobilità e trasporto merci: da Ecf proposta di una strategia zero emissioni in Italia

In Italia serve una strategia nazionale del trasporto merci, per arrivare a zero emissioni dal settore nel 2050. E’ il messaggio lanciato da un webinar della European Climate Foundation, una rete cui aderiscono in Italia ABB, Cambridge Econometrics, Confartigianato Imprese, Confartigianato Trasporti, Scania, Kyoto Club, MOTUS-E, Politecnico di Milano, Tesla, Transport & Environment Italia, UPS Italia. Al webinar ha partecipato anche il ministro delle infrastrutture, Enrico Giovannini.

Anna Donati di Kyoto Club ha riassunto così quello che serve alla decarbonizzazione del trasporto merci in Italia: “Occorre uno sviluppo delle rinnovabili, accelerare la realizzazione delle infrastrutture di ricarica, investire sulla ricerca e produzione di batterie e sulla filiera di riciclo e riuso. Servono incentivi agli autostrasportatori per l’acquisto di veicoli a zero emissioni, sconti sui pedaggi autostradali, una strategia per limitare la circolazione dei veicoli più vecchi, a partire dalle aree urbane. Bisogna poi riorientare i sussidi ambientalmente dannosi verso sussidi ambientalmente favorevoli”.

Al webinar di oggi è stato presentato uno studio di Cambridge Econometrics sugli scenari di decarbonizzazione del trasporto merci in Italia. Secondo la ricerca, i veicoli a zero emissioni, nonostante il costo di acquisto maggiore, nei prossimi anni saranno sempre più convenienti di quelli a motore termico. I veicoli elettrici rappresentano la soluzione migliore, mentre quelli a rete esterna (catenaria stradale) sono poco adatti per il territorio italiano, e quelli a idrogeno sono esposti all’incertezza sui prezzi di questo gas. Data la vita media di 12-14 anni di un mezzo di trasporto merci, anche negli scenari di decarbonizzazione più spinti, al 2050 resterebbe ancora un 10-15% di veicoli a motore termico circolanti. (ANSA).

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