I dati diffusi dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sul bilancio idrologico nazionale per l’anno 2025 confermano una tendenza preoccupante: la disponibilità di risorse idriche rinnovabili in Italia continua a diminuire, con un calo significativo rispetto al 2024 e alle medie storiche. Un quadro che richiede interventi urgenti e una gestione sempre più attenta e sostenibile della risorsa acqua.
Precipitazioni in calo, risorsa idrica in sofferenza
Nel 2025, le precipitazioni totali in Italia hanno raggiunto i 963,4 mm, corrispondenti a circa 291 miliardi di metri cubi d’acqua. Nonostante un lieve aumento del 2% rispetto alla media del trentennio 1991-2020, si registra un calo del 9% rispetto al 2024, anno particolarmente piovoso. La risorsa idrica rinnovabile, ossia la quantità di precipitazioni al netto dell’evapotraspirazione, è risultata inferiore del 7% rispetto alla media di lungo periodo, del 4% rispetto al trentennio climatologico e addirittura del 19% rispetto al 2024. Questi dati, elaborati attraverso il modello BIGBANG di ISPRA, evidenziano una tendenza negativa che si protrae dal 1951, con una progressiva riduzione della disponibilità idrica a livello nazionale.
Anomalie mensili e criticità territoriali
L’analisi mensile rivela situazioni contrastanti: marzo 2025 è stato il mese più piovoso, con un’anomalia positiva del +48% rispetto alla media storica, seguito da novembre, che però ha registrato un deficit del 20%. I mesi estivi di luglio e agosto, tradizionalmente meno piovosi, hanno invece fatto segnare un surplus di precipitazioni rispettivamente del 35% e del 42%.
A livello distrettuale, le aree più colpite sono state l’Appennino Meridionale e Centrale, con deficit di precipitazioni e risorsa idrica rispettivamente del -10% e -21% per il primo, e del -7% e -30% per il secondo. Anche Sardegna e Sicilia hanno registrato una diminuzione della risorsa idrica, con cali del -12% e -13%. Nel Centro-Sud e nelle Isole maggiori, nonostante una situazione meno grave rispetto agli anni precedenti, persistono condizioni di siccità che mettono a rischio il soddisfacimento della domanda idrica per usi umani ed ecologici.
La parola all’ISPRA: monitoraggio e adattamento
Maria Alessandra Gallone, Presidente di ISPRA e SNPA, sottolinea l’urgenza di agire: “Di fronte a questi dati, non si può né rimandare né rassegnarsi. Occorre una gestione propositiva e lungimirante, che ponga il tema dell’acqua al centro delle priorità nazionali. ISPRA, attraverso il proprio sistema scientifico, si impegna a rafforzare la cultura della gestione sostenibile della risorsa idrica, promuovendo il riutilizzo delle acque reflue e la riduzione degli sprechi”.
Il modello BIGBANG, strumento chiave per il monitoraggio idrologico, fornisce dati affidabili per individuare le criticità sul territorio e supportare la definizione di misure di prevenzione e adattamento, fondamentali in un contesto in rapida evoluzione a causa dei cambiamenti climatici.
Verso una gestione sostenibile
La gestione sostenibile dell’acqua rappresenta una sfida cruciale per il futuro del paese. Il monitoraggio continuo, l’analisi della distribuzione spaziale e temporale delle risorse idriche e l’adozione di politiche gestionali efficaci sono elementi indispensabili per tutelare gli ecosistemi e garantire la disponibilità di acqua per le generazioni future.
Fonti: ISPRA, comunicato stampa e link al bilancio idrologico completo.
