La tutela delle acque è una delle sfide centrali delle politiche ambientali europee. Fiumi, laghi, acque costiere, di transizione e falde sotterranee non rappresentano soltanto una risorsa naturale essenziale, ma anche un indicatore della capacità dei territori di gestire pressioni antropiche, cambiamenti climatici e sviluppo economico.
Il nuovo Rapporto ISPRA “Rapporto sullo stato delle acque in Italia. Verso il quarto ciclo di gestione” restituisce un quadro aggiornato dello stato quali-quantitativo dei corpi idrici nazionali, sulla base dei dati trasmessi alla Commissione europea nell’ambito del reporting WISE relativo al terzo ciclo della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE.
Il quadro delle acque superficiali
Il Rapporto analizza lo stato ecologico e chimico delle acque superficiali italiane, considerando fiumi, laghi, acque marino-costiere e acque di transizione.
Secondo ISPRA, su oltre 7.700 corpi idrici superficiali, il 43,6% risulta in stato o potenziale ecologico buono o superiore, mentre poco più del 75% raggiunge uno stato chimico buono.
Si tratta di dati importanti per valutare il percorso verso gli obiettivi ambientali fissati dalla Direttiva Quadro sulle Acque, che punta al raggiungimento del buono stato dei corpi idrici e alla prevenzione del loro deterioramento.
Le acque sotterranee
Il quadro appare più positivo per le acque sotterranee. Su 1.007 corpi idrici sotterranei, quasi l’80% è in buono stato quantitativo, mentre il 70% presenta uno stato chimico buono.
La valutazione delle acque sotterranee è particolarmente rilevante in un contesto segnato da siccità, scarsità idrica e crescente competizione tra usi civili, agricoli e produttivi della risorsa.
Pressioni, impatti e misure
Il Rapporto non si limita alla classificazione dello stato dei corpi idrici, ma analizza anche le pressioni significative, gli impatti, gli obiettivi ambientali, le eventuali esenzioni e le misure previste dalle amministrazioni competenti per migliorare le condizioni delle acque.
Questo approccio riflette la logica della Direttiva Quadro sulle Acque, che considera la gestione della risorsa idrica alla scala del bacino idrografico, superando una visione frammentata e settoriale.
Verso il quarto ciclo di gestione
Il documento assume particolare rilievo perché si colloca nella fase di avvicinamento al quarto ciclo di gestione della Direttiva Quadro sulle Acque.
I Piani di Gestione rappresentano lo strumento principale per programmare le misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi ambientali. Il Rapporto ISPRA contribuisce quindi a costruire una base conoscitiva utile per orientare le future politiche di tutela, recupero e gestione sostenibile della risorsa idrica.
Una risorsa strategica per clima, ambiente ed economia
La gestione delle acque è sempre più intrecciata con le politiche climatiche, agricole, energetiche e industriali. Cambiamenti climatici, periodi prolungati di siccità, eventi estremi e pressioni antropiche rendono necessario un approccio integrato, capace di coniugare tutela ambientale, sicurezza idrica e sostenibilità economica.
Il Rapporto ISPRA conferma quindi l’importanza di dati omogenei, monitoraggi continui e governance multilivello per accompagnare le decisioni pubbliche e orientare gli interventi sui territori.
Fonte: Il Rapporto completo è disponibile sul sito ISPRA.
